CAI - Alpinismo Giovanile
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Pasqua dello sportivo a Sant'Alfio

7 Aprile 2018

OTTO SICILIA

Camminata sulle orme dei Santi

Sabato 7 aprile 2018,gli accompagnatori della sezione di Acireale del Club Alpino Italiano: Salvo Spina, Giuseppe Faro, Rosario Arcidiacono e Antonino Cucuccio, con gli aquilotti dell’alpinismo giovanile e sette studenti della terza A e C dell’alternanza scuola lavoro del Liceo Scientifico Statale Archimede di Acireale, iscritti al corso di introduzione alla montagna, hanno partecipato attivamente alla passeggiata non competitiva su strada, ”a Sant’Alfio in cammino, in cammino sulle orme dei santi, pasqua dello sportivo”, con 250 atleti del centro sportivo italiano di Acireale, con la presenza del presidente zonale  Salvo Raffa.

La passeggiata è iniziata al santuario di Magazzeni (Etna est)con il ricordo della lapide da parte di Salvo Spina(AAG) fatta erigere all’epoca da suo padre Rosario Spina, nel luogo dove la lava arrestò il suo cammino il 3 novembre 1928 davanti alla processione dei fedeli con le reliquie dei tre santi fratelli: Alfio, Filadelfo e Cirino. Dopo il momento di preghiera e di riflessione in preparazione al cammino da parte del Vescovo della diocesi di Acireale Mons. Antonino Raspanti, si sono susseguiti la Santa Messa nella chiesa madre di Sant’Alfio e la consegna del mandato sportivo alle parrocchie ed ai gruppi sportivi del CSI.

Gli accompagnatori di alpinismo giovanile hanno condotto l’escursione con la descrizione dei luoghi, suggestivo è stato il passaggio dal “castagno La Nave”, un albero millenario patriarca della natura ricco di leggende. L’assistenza medica agli atleti è stata assicurata dal dott. Antonino Cucuccio (AAG).

L’itinerario della lunghezza di 5 Km fa parte del camminamento degli itinerari della fede e vie francigene in Sicilia, lungo un percorso dei tre santi fratelli ,che si snoda tra Messina, Taormina ,Sant’Alfio, Trecastagni,  Catania e Lentini. I martiri accompagnati dai soldati e portati in Sicilia per l’esecuzione finale furono costretti a salire sulle alture pedemontane per raggirare una colata lavica del 252 d.c. un anno dopo il martirio di S.Agata.

Antonino Cucuccio