CAI - Alpinismo Giovanile
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Chi ha paura del bosco di sera?

27 Febbraio 2016

OTTO AG SICILIA

Gli aquilotti siciliani sperimentano la magia di una escursione notturna

 

Quante volte, da bambini, abbiamo ascoltato fiabe i cui momenti più tragici erano ambientati nel fitto di un bosco, in una atmosfera cupa e minacciosa?

La nostra immaginazione, così duramente influenzata dalle disavventure di Biancaneve col guardiacaccia, di Hansel e Gretel abbandonati dai genitori, di Cappuccetto Rosso alle prese col lupo, si è nutrita dello stereotipo che il bosco, ancor peggio se avvolto nelle tenebre, equivalga a pericolo e negatività. E così, nel peggiore dei nostri sogni, c'è spesso una foresta buia che non ci promette mai nulla di buono.

Tutto ciò non scalfisce minimamente la sicurezza degli aquilotti siciliani, semmai l’esperienza dell’attraversamento notturno di un sentiero è finalizzata a leggere tutti i segnali che la natura ci regala di notte. Se poi il cammino è rischiarato dalla luce lunare è ancor più bello stare tutti insieme, spegnendo le lampade frontali per abituare gli occhi ad orientarsi tra gli alberi.

Sul fare del tramonto, gli aquilotti delle sezioni di Acireale, Bronte e Catania si sono dati appuntamento in località “bosco Cerrita” – così denominato per la fitta colonia di cerri che caratterizza la vegetazione- per l’annuale escursione notturna invernale. Negli anni passati c’e stata la neve a rendere tutto magico e ad impegnare i giovani in allegre ciaspolate culminate in gioiose battaglie di palle di neve. L’ atipico inverno 2016 ha costretto gli accompagnatori a cambiare il programma; il percorso e la destinazione finale, tuttavia, non sono stati certo un ripiego.

Lungo il sentiero si incontrano magnifiche testimonianze di ciò che resta dell’attività pastorale dell’Etna con la visita ad un vecchio ma ancora integro ovile.Tutto attorno, la fitta cerreta, un tempo proprietà di una illustre famiglia nobile siciliana, anticamente sfruttata dai carbonai.

La meta dell’escursione è stata ancora più interessante: si tratta di uno dei più antichi rifugi privati del versante nord dell’Etna, costruito nel lontano 1906: il rifugio “Nido d’Aquila” della famiglia Spina, reso fruibile per l'occasione da uno degli accompagnatori della sezione di Acireale, discendente del proprietario.

Nel secolo scorso il rifugio era adibito a dimora di villeggiatura estiva e conserva all'interno gli arredi d’epoca. Pur risalente ai primi del Novecento, esso era fornito di comfort non sempre in dotazione nella comuni abitazioni: servizi igienici, cisterna interna per la raccolta e l’utilizzo dell’acqua piovana, ampie e comode camere.

Ma la caratteristica forse più singolare è costituita dalla presenza nelle spesse mura laviche di finestre monofore a strombo che creavano un ingegnoso sistema di correnti d’aria tale da refrigerare e conservare le vivande: una intuizione funzionale antesignana dei moderni frigoriferi.

In questo contesto da “ macchina del tempo” si è sperimentata per una serata la vita di cento anni fa, facendo a meno della tecnologia che rende comode le nostre case e ritrovando tutto il piacere del convivio.

Ormai amici del bosco notturno,gli aquilotti etnei hanno concluso l’esperienza con l’ascolto del segreto dialogo delle fronde dei cerri agitati dal vento e con l’immersione nel buio totale, a lampade frontali spente, per sperimentare la pace profonda della sera.

Enrica Piera Paola Messina - AAG sez. Catania

( foto di Antonio Calì )