CAI - Alpinismo Giovanile
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Escursione intersezionale "Nonni e nipoti" - sezioni di Catania e Acireale

15 Maggio 2016

OTTO SICILIA

Visita al monumentale e secolare leccio del bosco milense

“In questo luogo di favola

il vecchio Ilice ci accoglie e ascolta le nostre voci.

Lui ne ha storia da raccontare

e ci lascia un messaggio della natura, dell’uomo e dell’infinito.

La vecchia quercia ha sfidato gli avvenimenti del tempo

e ci dice che essere giovani non è una questione d’età,

ci invita a non abbandonare i propri ideali

la propria fede, la fiducia in noi stessi, la speranza

ad essere ottimisti e essere recettivi a ciò che è bello, buono e grande.

Augura a tutti - nonni, nipoti e genitori -

una buona fortuna  e che domani  sia il vostro giorno migliore.”

(A. Cucuccio)

Sono state le ombrose ed accoglienti fronde dell’Ilice di Carrinu, monumentale leccio che conta oltre settecento anni, ad accogliere giovanissimi ed anziani frequentatori del bosco etneo nell’annuale appuntamento dedicato ai nonni e nipoti. Due gruppi agli antipodi, i Seniores e gli Aquilotti, accomunati dall’amore per la natura e rispettosi dei valori ad essa connessi.

Per l’occasione, i nonni hanno affiancato i nipotini lungo un percorso che era stato simbolicamente adottato dai ragazzi dell’Alpinismo Giovanile due anni prima. Molteplici e talvolta critiche sono state le osservazioni dei partecipanti nel corso della escursione: in primo luogo è stato sottolineato il degrado del sentiero principale a seguito del dilavamento dell’acqua piovana e dell’aggressivo transito dei fuoristrada.

Le condizioni di impraticabilità di alcuni tratti dello sterrato hanno, infatti, costretto gli accompagnatori a ricorrere ad un percorso alternativo. Giunto alla meta, l’articolato gruppo si è ritrovato – coeso ed omogeneo – a vivere un momento di grande convivialità durante il quale Antonella Gavini, ASAG della sezione di Catania, ha narrato proprio ai piedi dell’antico leccio la storia di questo albero monumentale. In tale magnifico teatro naturale i seniores hanno “consegnato” ai giovani aquilotti l’unico ed irripetibile patrimonio della natura, simboleggiato dall’Ilice di Carrinu, affinchè imparino a tutelarlo e a conservarlo, preservandolo dall’incuria e dai comportamenti non responsabili dell’uomo.

Una bellissima considerazione sul valore della giornata è stata scritta da Antonio Cucuccio, AAG della sezione di Acireale, che pubblichiamo qui a seguire.

Riflessione sull’escursione dell’alpinismo giovanile “Nonni e nipoti”

Oggi certamente i sessanta-settantenni sono biologicamente più giovani di quelli di un tempo, ma il problema non è soltanto quello di allungare il tempo della vita, bensì quello di guadagnare degli anni di tempo disponibile per ciò che gli impegni dell’età produttiva ci hanno impedito di fare per noi stessi e per gli altri. In sostanza “aggiungendo vita agli anni possiamo aggiungere anni alla vita”. Restare giovani il più a lungo possibile vuol dire essere attivi, recettivi.

Essere un attore e non uno spettatore, avere sempre gli occhi rivolti verso l’avvenire e non verso il passato, è emanare gioia di vivere nell’attimo presente.

L’invecchiamento è un fenomeno biologico progressivo, irreversibile. Dunque ,la scienza non può che puntare a una terza età da raggiungere nelle migliori condizioni possibili.

I fenomeni della senescenza e la malattie croniche degenerative dell’età sono tipiche degli anziani. Illudersi che un uomo sopra i 75 anni possa essere in condizioni cliniche giovanili, non ha senso. Ciò non toglie che vi possano essere delle eccezioni: persone di 80,90 anni in grado di mantenere l’autosufficienza e l’autonomia.

Nei rapporti tra giovani e vecchi l’elemento più importante da donare senza limitazione e riserve è il tempo disponibile. Lo dobbiamo donare ,i vecchi ai giovani ,i nonni ai nipoti ,i genitori ai figli .Ve ne saranno grati per sempre . E’ l’unico dono oggi vero che potete fare ,non oggetti o giocattoli ,questo è l’unico bene che vi legherà a loro per sempre .

Il bambino si affeziona a chi gli dedica liberamente il suo tempo e il vecchio al momento di morire ed anche prima chiederà ai più giovani di fermarsi un momento ,di sedersi accanto a parlare o solo ascoltare ,senza guardare l’orologio . Soprattutto davanti alla morte non bisogna avere fretta. Tutte le relazioni umane di un certo valore sono basate sulla dedizione reciproca del tempo disponibile. Amicizia ,amore sono svincolati dal tempo e dalla fretta.

Nei rapporti tra giovani e vecchi l’unico dono possibile e necessario è il tempo disponibile. 

(Antonino Cucuccio – AAG sezione di Acireale)